LA MORTE POLITICA DEL DIALETTO – Ossia l’abrogazione inutile della legge regionale che tutela i vernacoli

Carta dei dialetti emiliano-romagnoli (fonte web).

Dalla pagina Facebook dedicata al dialetto bolognese “Al Sit Bulgnais”, apprendiamo una notizia che di certo non leverà il sonno a nessuno, però dà un pessimo segnale della classe politica regionale nei confronti di un immenso ed inestimabile patrimonio come quello contenuto nelle molte varietà dialettali che cospargono la nostra Regione, compreso il Piacentino e tutte le varianti del nostro territorio provinciale.
Questo l’articolo apparso su “Il Resto del Carlino” a firma di Franco Gàbici:

Bologna, 5 gennaio 2014 – PER LE FESTE di fine anno la Regione Emilia-Romagna ha confezionato un bel regalo riservato agli appassionati e ai cultori del dialetto. Sul ‘Bollettino ufficiale’ della Regione, infatti, in data 20 dicembre, si legge il contenuto di questa inattesa strenna: la abrogazione della legge che tutela e valorizza i dialetti dell’Emilia-Romagna. Giuseppe Bellosi, autorevole studioso del dialetto romagnolo che a suo tempo insieme a Paolo Galletti partecipò alla stesura della legge per la tutela dei dialetti, ha sùbito cavato di tasca il fazzoletto e vi ha fatto Continua a leggere

Folklore e leggende natalizie alto-valdardesi

Pedina Valtolla (la Pédna)

L’anno scorso parlammo delle tradizioni gastronomiche natalizie in uso nella parte più montana della val d’Arda, con speciale riferimento alle pietanze consumate un tempo nella cena della Vigilia di Natale. PER VEDERE L’ARTICOLO DELL’ANNO SCORSO CLICCA QUI.

Quest’anno vorremmo riproporre una storia natalizia (un piccolo “Canto di Natale” delle nostre parti) che ancora oggi i nonni raccontano ai loro nipotini radunati attorno al focolare in attesa della nascita di Gesù Bambino. Il protagonista, uno sventurato contadino, osa sfidare la leggenda che vuole che gli animali (le “bestie” per usare una terminologia dialettale) la notte di Natale

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Për Sãnta Catarẽina…

Un proverbio legato alla ricorrenza religiosa recitato nel patuà, il dialetto ligure dell’alta val d’Arda.

Pedina Valtolla (la Pédna)

Për Sãnta Catarẽina / tàcca la vàcca a la casẽina,

tàcla bẽin, tàcla mà, / sẽinquë mẽinsi la g’ha da stà.

Oggi 25 novembre, il martirologio romano celebra Santa Caterina d’Alessandria, la santa egiziana martirizzata dapprima con la ruota dentata e poi decapitata all’inizio del IV secolo ad Alessandria d’Egitto. Per la data odierna la saggezza popolare dell’alta val d’Arda, attraverso l’espressività della locale parlata dialettale, propone un rimbrotto che recita, tradotto in italiano: “Per Santa Caterina/ attacca la mucca alla cascina, / attaccala bene, attaccala male, / cinque mesi ci deve stare”.

Il proverbio, che pare essere più una breve filastrocca (tanto che è presente una doppia rima baciata), avverte l’agricoltore di sbrigarsi a riportare il bestiame verso casa e a cominciare a tenerlo chiuso nella propria stalla al caldo, dato l’ormai imminente approssimarsi dei rigori invernali.

Oggi, gli agricoltori sono una “razza” in via d’estinzione, ma

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